domenica 13 settembre 2026

MOLFETTA – Piazza Mazzini si è trasformata, nella serata di domenica 13 settembre, in un teatro a cielo aperto di storia e civiltà. L’evento “1946-2026: 80 anni di VOTO, 80 anni di DIRITTI”, promosso dall’Associazione Eredi della Storia e coordinato dall’ANMIG, ha chiamato a raccolta la cittadinanza per riflettere sul cammino dell’emancipazione femminile.

L’iniziativa ha visto un’ampia e attenta partecipazione di pubblico: oltre un centinaio di persone, tra coloro che hanno occupato le sedute allestite e i molti passanti che si sono fermati attirati dall’alto valore culturale dell’incontro. Una conversazione fluida ed egregiamente condotta dalle due oratrici, Marta Pisani e Damiana Angione, con gli interventi del presidente dell'associazione Sergio Ragno.

Il lungo cammino verso il 2 giugno 1946

Il punto di partenza del dibattito è stato il 2 giugno 1946, data storica in cui circa 13 milioni di donne italiane si recarono alle urne per scegliere tra Repubblica e Monarchia e per eleggere l'Assemblea Costituente.
Un traguardo fondamentale che non fu una concessione, bensì l’approdo di un lungo e travagliato percorso di lotte socio-politiche.

  • Le origini tra Otto e Novecento: Dalle prime rivendicazioni di figure storiche nazionali come Anna Maria Mozzoni e Salvatore Morelli, fino all'impegno di suffragette e intellettuali quali Anna Kuliscioff e Sibilla Aleramo, che per prime denunciarono la disparità dei diritti civili e politici.

  • Il primo dopoguerra e il fascismo: Nonostante i primi progetti di legge degli anni '20, la parentesi dittatoriale frenò bruscamente ogni apertura democratica, relegando la figura femminile a un ruolo marginale.

  • La Resistenza e la nascita della Repubblica: Durante la Seconda Guerra Mondiale le donne divennero protagoniste fondamentali della lotta di Liberazione (staffette, combattenti, organizzatrici). Nel 1945, con il decreto Luogotenenziale n. 23, venne finalmente riconosciuto il diritto di voto attivo, completato nel 1946 con l'elettorato passivo.

  • Le Costituenti e i diritti successivi: Tra le 21 donne elette alla Costituente spiccano nomi indimenticabili come Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce e Rita Montagnana, capaci di incidere negli articoli fondamentali della nostra Carta (in primis l'Articolo 3 sulla pari dignità sociale). Da quella prima fondamentale conquista sono poi scaturiti negli anni i diritti moderni: la riforma del diritto di famiglia del 1975, le leggi sulla tutela della maternità, sul divorzio, sull'aborto e le norme contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro.


Le figure femminili di Molfetta e il valore della memoria locale

Un passaggio particolarmente toccante della serata ha riguardato l’omaggio alle figure femminili che hanno segnato la storia della città di Molfetta. Le oratrici hanno ricordato come la storia nazionale sia fatta anche dal lavoro silenzioso, dalla determinazione e dalla cultura delle donne del nostro territorio.

Tra le molfettesi ricordate per il loro contributo culturale, educativo e sociale:

  • Rosaria Scardigno: Poetessa, educatrice e figura iconica della cultura molfettese, pioniera nell'affermare la presenza intellettuale femminile in ambito locale.

  • Pia Maggialetti: Storica crocerossina che con dedizione si spese nel soccorso e nell'assistenza durante le emergenze della Seconda Guerra Mondiale.

  • Antonia Gaudio (ved. Armenio): Figura simbolo di coraggio civico e impegno associativo nel dopoguerra.

  • Elena Germano Finocchiaro ed Elena Altomare: Donne del Novecento molfettese capaci di distinguersi nell'insegnamento, nella saggistica e nella salvaguardia della memoria storica della città.



Un cantiere ancora aperto

Come sottolineato nel corso della serata, la storia dei diritti non è una storia conclusa. Il ricordo dell'ottantesimo anniversario del voto alle donne non deve limitarsi a una mera celebrazione nostalgica, ma rappresentare una spinta a difendere le conquiste ottenute e a colmare i divari di genere che ancora persistono nella società contemporanea, dal gender pay gap alla presenza femminile nei ruoli apicali.

Piazza Mazzini ha così salutato una serata d'eccellenza, confermando l'impegno di Molfetta nel coltivare la memoria storica come strumento essenziale di cittadinanza attiva.



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